SANTA SEDE: MONS. MIGLIORE ALL’ONU, “UN IMPETO DI SOLIDARIETÀ” VERSO I PAESI MENO SVILUPPATI DEL MONDO (2)

Il diplomatico vaticano invita a leggere questi dati di crescita anche alla luce delle “gravi realtà che affliggono un numero considerevole dei Paesi meno sviluppati, quali guerra, degrado ecologico, desertificazione, fame persistente e malnutrizione infantile”, oltre al “flagello dell’Aids, della malaria, della tubercolosi e delle altre patologie collegate alla povertà”. A ciò si aggiungono “gli inarrestabili flussi di persone che si spostano dalle regioni impoverite verso le aree più sviluppate”: una “drammatica situazione” che per mons. Migliore richiede “un autentico e globale impegno per conseguire rapidamente gli obiettivi del Programma di azione di Bruxelles”. In aggiunta ai due pilastri di tale programma – un’essenziale qualità di vita e condizioni politiche ed economiche – mons. Migliore ravvisa come irrinunciabile “la creazione di lavoro dignitoso”: tre elementi a suo giudizio “inseparabili e interdipendenti”, possibili, tuttavia, soltanto “in un contesto di pace, buon governo e favorevoli condizioni macroeconomiche esterne”. Di qui la necessità di norme commerciali favorevoli ai Ldcs, della “cancellazione del debito estero”, di “investimenti nella ricerca di farmaci per l’Aids” e della lotta al commercio di armi.