“Le civiltà che smarriscono la propria identità vera e la propria memoria storica, non hanno futuro. E questo è il grande rischio dell’umanità di oggi: fuori del logos, della parola, della cultura, del rispetto dialogico, esiste solo la barbarie delle armi”. E’ la convinzione del filosofo Gaspare Mura (università urbaniana) che, in una nota da stasera on line su old.agensir.it, commentando le reazioni alla lectio magistralis di Benedetto XVI all’università di Regensburg, si chiede se, oltre all’Occidente, anche l’Islam stia “smarrendo la propria tradizione religiosa e culturale”. Per Mura, infatti, “il grande senso” della lezione tenuta del Papa è quello di “tornare a dare all’Islam il suo volto genuino, fatto di alta intellettualità e religiosità vera, sottraendolo” alla “presa in ostaggio” a fini politici estranei alla sua cultura, più volte denunciata dall’islamologo Mohammad Arkoun. E questo, prosegue il filosofo, affinché “l’Islam possa offrire il suo contributo prezioso ed indispensabile per la crescita culturale e religiosa non solo dei paesi arabi, ma degli stessi paesi occidentali, sempre più chiusi alla dimensione del sacro". Questo, conclude Mura, “è il messaggio della Lectio che non si è capito o non si è voluto capire”.