” “”Su un vagone ferroviario, la chiesa arriva nell’estremo nord della Russia, nelle zone dove prima sorgevano i lager per i detenuti politici e ancora abitate da moltissime persone in attesa di ricevere la luce di Cristo”: la “Chiesa vagone” è uno dei progetti illustrati, nell’ambito della relazione “La missione della Chiesa ortodossa russa nel mondo contemporaneo”, dal vescovo Ioann Popov di Belgorod, inviato del Patriarcato di Mosca, intervenuto alla seconda sessione del XIV Convegno ecumenico internazionale, apertasi oggi al monastero di Bose. Diversi, ha spiegato Popov, i tipi di missione: “catechetica, per i catecumeni adulti, dopo decenni di ateismo di Stato che ha lasciato in loro solo la tradizione delle radici di fede; apologetica, contro dottrine agnostiche o settarie per contrastare un proselitismo diffuso, esercitato sfruttando le necessità materiali o l’ignoranza delle persone; etno-culturale, per stabilire un dialogo con tutte le componenti etniche e culturali; della riconciliazione della memoria, contro le tensioni sociali ancora presenti”. "Oggi è in atto ha scritto nel messaggio di saluto, Alessio II, patriarca di Mosca e di tutta la Russia un grande processo di rinascita spirituale, che comporta nuove sfide alle quali occorre rispondere rimanendo fedeli alla sacra Scrittura e alla tradizione della Chiesa".” “