"Una delle applicazioni più promettenti delle cellule staminali, che all’Università Cattolica di Roma stiamo studiando da tempo, riguarda la medicina rigenerativa nella vita prenatale". Lo ha detto al SIR Salvatore Mancuso, del Policlinico Gemelli, che con il collega Giuseppe Noia presenta oggi un relazione sul tema "La medicina rigenerativa nella vita prenatale: l’impianto dopo trapianto in utero di cellule staminali per via intracelomica", al congresso della Pontificia Accademia per la vita sulle cellule staminali. "Se i nostri studi andranno a buon fine – ha aggiunto – entro un tempo ragionevole di 7-10 anni è prevedibile che entreranno nei protocolli terapeutici tecniche di utilizzo di cellule staminali in grado di curare malattie quali la talassemia. Abbiamo motivi per essere ragionevolmente ottimisti in questa direzione". Mancuso ha poi aggiunto che altre due direzioni della ricerca riguardano la medicina della riproduzione, con possibili utilizzi sostitutivi delle terapie ormonali in menopausa, e l’uso di staminali adulte per curare i tumori dell’ovaio. "Esperimenti che abbiamo condotto in tal senso hanno mostrato risultati incoraggianti", ha concluso.