"Che sia intenzionale o inevitabile, la disinformazione in campo medico e scientifico attorno all’uso delle cellule staminali erode la legittimità di ogni pubblico dibattito": lo ha detto ieri sera a Roma l’esperto di ingegneria biologica James Sherley, del Massachusetts Institute of Technology (Usa), intervenendo al convegno internazionale "Cellule staminali: quale futuro per la terapia?", promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita. Secondo Sherley, infatti, "sull’utilizzo delle cellule embrionali umane, si sono evidenziate forzature, disinformazioni, se non vere e proprie falsificazioni, diffuse da giornalisti, politici, scienziati, ponendo l’opinione pubblica in una costante e prolungata incertezza". Sherley ha aggiunto che il colmo di questa azione mistificatoria viene da chi afferma che "gli scienziati non sono in grado di determinare quando abbia inizio la vita umana". "Se gli embrioni non sono esseri umani nello stadio iniziale si è chiesto cosa altro potrebbero essere?". Un altro grande campo di potenziali "falsificazioni" ha poi spiegato è quello dell’utilizzo delle cellule staminali embrionali in alternativa "a quello più sperimentato con successo delle staminali adulte. Le seconde infatti hanno mostrato di essere ideali per numerose terapie, ad esempio in campo neurologico o del metabolismo delle droghe".