LITURGIA: GRILLO AL CONVEGNO DI MONTE OLIVETO, OLTRE "I LUOGHI COMUNI"

“L’aspetto visibile, concreto della religione, il rito e il simbolo, viene compreso sempre meno, non è più colto e vissuto in modo immediato”: questo pensiero di Romano Guardini è stato ripreso da Andrea Grillo, coordinatore della specializzazione in teologia dogmatico-sacramentaria presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma, come "pensiero-guida" della trattazione proposta al convegno di studio "Monachesimo e riforma liturgica. Bilancio e prospettive a 40 anni dalla Sacrosanctum Concilium" in corso oggi all’abbazia di Monte Oliveto Maggiore (Siena). Rivolgendosi ad un uditorio di responsabili di comunità religiose e di liturgisti, Grillo ha sottolineato che, trattare oggi di liturgia, significa "approfondire quelli che appaiono ancora come luoghi comuni: il primo è la formazione liturgica intesa come istruzione circa i riti, il secondo è il rafforzamento della separazione tra formazione e spiritualità e il terzo riguarda la soggezione della formazione liturgica ad una lettura sostanzialmente clericale della Chiesa".