"L’11 settembre non solo ha cambiato la mentalità, ma anche la realtà della vita quotidiana tra i gruppi religiosi". È quanto ha scritto mons. Luis Sako, arcivescovo dei Caldei a Kirkuk in Iraq, nello speciale che la rivista semestrale del Centro internazionale di studi e ricerche Oasis (edita in italiano-arabo, inglese-arabo, francese-arabo, inglese-urdu) ha dedicato all’11 settembre 2001. Dopo quella data, ha aggiunto mons. Sako, "i cristiani hanno paura dell’islam che cresce e i musulmani parlano di una guerra condotta contro l’islam da parte degli infedeli, dei politeisti e dei crociati", ma, "come credenti", la sfida è promuovere "una vita insieme tra cristiani e musulmani, sulle basi della cittadinanza, dell’uguaglianza e del dialogo, sotto l’autorità di una legge comune". Dopo l’11 settembre, ha evidenziato dal canto suo il gesuita Samir Khalil Samir, direttore del Centre de documetation et de recherches arabes chrétiennes, si è rafforzata "la percezione di crisi e di debolezza del mondo musulmano e al tempo stesso la convinzione di essere vittime dell’Occidente". Questa realtà complessa, ha sottolineato Samir, "sembra suscitare un profondo desiderio di rinnovamento", da sostenere. (segue)