"Sgomento" per l’ipotesi di prorogare la chiusura degli istituti per i minori, prevista per il 31 dicembre 2006, una proposta per "istituire un tavolo di confronto tra i Ministeri competenti, le Regioni e le principali organizzazioni della società civile impegnate nell’ambito dell’accoglienza dei minori allontanati dalla propria famiglia", una sottolineatura che "non sempre l’affido familiare è uno strumento adatto ad accogliere alcuni minori (gli adolescenti, i minori stranieri, ragazzi con forti disturbi psicologici, ragazzi che provengono dal carcere)". Sono i tre passaggi chiave della lettera inviata dal Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) a Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, e a Rosy Bindi, ministro delle Politiche per la famiglia, in concomitanza con la Conferenza Stato-Regioni, che, oggi, dovrebbe affrontare la questione di una possibile proroga della data di chiusura degli istituti per minori. Per il Cnca, impegnato da anni nell’accoglienza di minori temporaneamente allontanati dalle famiglie e presente in Italia con più di 150 servizi di accoglienza, infatti, "i minori e le famiglie in difficoltà rappresentano ancora in Italia un’emergenza".