Abusi e violazioni dei diritti umani a danno dei migranti in Libia? "Gli europei finanziano il progetto ma il lavoro è fatto dai maghrebini. È una situazione un po’ distorta, perché si delega ad altri la responsabilità di agire altrove, soprattutto si delega a chi non è capace di controllare né le frontiere, né i problemi sociali interni": è il parere di p.Hans Vöcking, collaboratore ed esperto di migrazioni del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee). Secondo padre Vöcking, la situazione in Libia "è il lato negativo di questa immigrazione ‘selvaggia’". "All’inizio i Paesi maghrebini hanno lasciato passare i migranti dice in un’intervista (domani su old.agensir.it) riferita al convegno europeo su "migrazione e giovani" che si svolgerà dal 21 al 24 settembre a Sigüenza in Spagna – poi si è creato un effetto negativo per le società locali ed europee. Allora si è cercato un accordo tra i Paesi dell’Ue e quelli del Maghreb, per cercare di fermare quest’immigrazione". A suo avviso "il problema di fondo è capire cosa deve fare l’Europa per migliorare la situazione economica, sociale e culturale dei Paesi africani. Ma non si è ancora pronti a curare il male alla radice. Bisogna ripensare tutta la politica di aiuto allo sviluppo”.