BENEDETTO XVI IN GERMANIA: ALL’UNIVERSITÀ DI REGENSBURG, “LA DISCREZIONALITÀ PERSONALE” NELL’ETICA È “UNA CONDIZIONE PERICOLOSA PER L’UMANITÀ”

Se “ciò che pretende di essere scienza deve confrontarsi” con il criterio della “sinergia tra matematica ed empiria”, questo metodo “esclude il problema Dio facendolo apparire come problema ascientifico o pre-scientifico. Con questo, però, ci troviamo davanti ad una riduzione del raggio di scienza e ragione” alla luce della quale “l’uomo stesso subisce una riduzione”. E’ l’allarme lanciato da Benedetto XVI nell’Aula magna dell’Università di Regensburg. Secondo il Pontefice, in questa prospettiva “gli interrogativi della religione e dell’ethos non possono trovare posto nello spazio della comune ragione descritta dalla scienza e devono essere spostati nell’ambito del soggettivo”; un terreno nel quale “la coscienza soggettiva”, scaduta a “discrezionalità personale”, diventa “in definitiva l’unica istanza etica”. “Una condizione pericolosa per l’umanità – avverte il Papa -:lo constatiamo nelle patologie minacciose della religione e della ragione – patologie che necessariamente devono scoppiare, quando la ragione viene ridotta a tal punto che le questioni della religione e dell’ethos non la riguardano più”.