BENEDETTO XVI IN GERMANIA: A REGENSBURG, “LA FEDE NON VUOL FARCI PAURA” MA “CHIAMARCI ALLA RESPONSABILITÀ”, UN “GRAZIE” SPECIALE PER L’ACCOGLIENZA

“La fede non vuol farci paura”, ma “chiamarci alla responsabilità”. Dalla spianata dell’Islinger Feld, il Papa ha lanciato un invito alla testimonianza, a partire dall’ansia di “giustizia” che fa da sfondo al Giudizio finale e al conseguente desiderio del cristiano “che l’eccesso di ingiustizia e di sofferenza, che vediamo nella storia, alla fine si dissolva”, in modo che “tutto ottenga un senso”. “Non dobbiamo sprecare la nostra vita, né abusare di essa”, ha esortato Benedetto XVI commentando la prospettiva del Giudizio finale e quella della risurrezione dei morti con cui si conclude il Credo: “neppure dobbiamo tenerla per noi stessi; di fronte all’ingiustizia non dobbiamo restare indifferenti, diventandone conniventi o addirittura complici. Dobbiamo percepire la nostra missione nella storia e cercare di corrispondervi”. “Non paura ma responsabilità – responsabilità e preoccupazione per la nostra salvezza, e per la salvezza di tutto il mondo sono necessarie”, è l’auspicio del Santo Padre, che nella prima parte dell’omelia ha rivolto un “grazie di cuore” a tutti quanti hanno collaborato per organizzare l’accoglienza: “Mi sono commosso – ha confessato – quando ho sentito quante persone hanno collaborato per abbellire la mia casa e il mio giardino”. Alla fine dell’omelia, il Pontefice ha citato l’odierna festa del nome di Maria: “A quante portano questo nome – la mia mamma e mia sorella ne facevano parte – vorrei esprimere i miei più cordiali auguri per questo loro onomastico”.