Nella "forza delle preghiere delle diverse religioni, nel contesto di un incontro, precedute da un dialogo profondo su tanti problemi del mondo, non mescolate, non insieme, ma gli uni accanto agli altri, e mai gli uni contro gli altri" é la risposta all’11 settembre e a quanto di tragico è seguito in cinque anni.” “Lo afferma Jean- Dominique Durand, storico e docente all’Università di Lione in un commento per SirEuropa prendendo spunto dal messaggio di Benedetto XVI in occasione del 20° anniversario dell’incontro di Giovanni Paolo II ad Assisi.” “"La preghiera – aggiunge Durand – costituisce un’efficace pedagogia della pace e come tale è l’unica strada possibile per abbattere i muri dell’odio e placare la sete di vendetta. La preghiera degli uni e degli altri non porta certamente, come disse Giovanni Paolo II nel 1986, a ricercare ‘un consenso religioso’ e non è ‘ una concessione al relativismo nelle credenze religiose’". "Nel passato – ricorda inoltre lo storico – le religioni sono state spesso strumentalizzate per giustificare odi e conflitti. Più che mai oggi le religioni possono essere utilizzate per alimentare le tensioni geopolitiche". Di fronte a tutto ciò, conclude, "si tratta di affermare con forza e di gridare che la guerra non può mai essere santa, la pace sola è santa : i responsabili delle religioni, ma anche ogni credente, hanno in questo senso una responsabilità singolare dinnanzi a Dio e dinanzi agli uomini".