BENEDETTO XVI IN GERMANIA: MESSA A MONACO, "IL FATTO SOCIALE E IL VANGELO INSCINDIBILI TRA DI LORO" (2)

"Questo cinismo – ha proseguito il Papa – non è il tipo di tolleranza e di apertura culturale che i popoli aspettano e che tutti noi desideriamo"; piuttosto, "la tolleranza di cui abbiamo urgente bisogno comprende il timor di Dio, il rispetto di ciò che per altri è cosa sacra". In realtà, "questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro presuppone che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio", ma "questo senso di rispetto può essere rigenerato nel mondo occidentale soltanto se cresce di nuovo la fede in Dio, se Dio sarà di nuovo presente per noi ed in noi". Benedetto XVI ha chiarito che "questa fede non la imponiamo a nessuno" perché "un simile genere di proselitismo è contrario al cristianesimo". Infatti, "la fede può svilupparsi soltanto nella libertà". "Facciamo però – ha detto ancora il Santo Padre -appello alla libertà degli uomini di aprirsi a Dio, di cercarlo, di prestargli ascolto", e, al tempo stesso, chiediamo al Signore "di guarire la nostra debolezza d’udito per Dio, per il suo operare e per la sua parola, di renderci capaci di vedere e di ascoltare" perché "il mondo ha bisogno di Dio". "Non veniamo meno al rispetto di altre religioni e culture, al profondo rispetto per la loro fede – ha concluso il Papa -, se confessiamo ad alta voce e senza mezzi termini quel Dio che alla violenza oppone la sua sofferenza; che di fronte al male e al suo potere innalza, come limite e superamento, la sua misericordia".