Facendo riferimento al racconto evangelico della guarigione di un sordo-muto da parte di Gesù, il Papa, ieri, durante la messa a Monaco, ha evidenziato che "non esiste soltanto la sordità fisica, che taglia l’uomo in gran parte fuori della vita sociale", ma "esiste una debolezza d’udito nei confronti di Dio di cui soffriamo specialmente in questo nostro tempo". Insomma, "non riusciamo più a sentirlo" perché "sono troppe le frequenze diverse che occupano i nostri orecchi. Quello che si dice di Lui ci sembra pre-scientifico, non più adatto al nostro tempo". In realtà, "con la debolezza d’udito o addirittura la sordità nei confronti di Dio, si perde naturalmente anche la nostra capacità di parlare con Lui o a Lui", "viene a mancarci una percezione decisiva" e "i nostri sensi interiori corrono il pericolo di spegnersi", con la conseguenza che "l’orizzonte della nostra vita si riduce in modo preoccupante". La guarigione del sordo-muto da parte di Gesù, pur essendo un evento unico, "tuttavia non appartiene ad un passato lontano: la stessa cosa Gesù la realizza in modo nuovo e ripetutamente anche oggi", nel Battesimo. "Il cammino dell’essere battezzati ha spiegato il Papa – deve diventare un processo di sviluppo progressivo, nel quale noi cresciamo nella vita di comunione con Dio, raggiungendo così anche uno sguardo diverso sull’uomo e sulla creazione".