Ha parlato di "meticciato culturale" il card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, intervenendo, oggi pomeriggio, ad un incontro con i membri della giuria internazionale Signis, delle varie associazioni cattoliche di critica cinematografica e gli operatori del mondo del cinema, mentre è in corso, al Lido di Venezia, la Mostra del Cinema. A questo termine il patriarca è ricorso per descrivere quello che ha definito un "doloroso processo che è sotto gli occhi di tutti". Di fronte alle nuove emergenze, quali le guerre, il terrorismo e i crescenti flussi migratori, "se la Chiesa deve mantenere un impegno costante per alimentare il dialogo interreligioso", l’assorbimento di tali fenomeni "da parte della società civile è un processo di lungo periodo, di cui non è possibile apprezzare immediatamente i frutti". Sempre a giudizio del card. Scola, perciò, "compito delle istituzioni ad ogni livello è quello di garantire l’ordine e adottare una politica preveggente, non limitandosi al pronto intervento". Anche il cinema può avere un ruolo nel dialogo tra le culture. "La realtà ha osservato il patriarca è un intreccio di tre fattori: il dato bruto, l’immaginario e il simbolico come luogo della verità.Per questo il cinema, quando non si limita alla superficialità, è un linguaggio privilegiato per la conoscenza e il dialogo tra le culture".