CINA: UN PRETE DELLA “CHIESA CLANDESTINA”, "LE NOSTRE FATICHE E SPERANZE" (3)

Tra le particolarità della vita pastorale, ha raccontato, “ai cattolici cinesi piace il sacramento della confessione, la notte di Natale ho confessato per 9 ore”. I motivi dell’avvicinamento di tanti cinesi alla fede sono diversi: il fatto che “le città, gli intellettuali e gli studenti universitari cercano la verità e il senso della vita perchè avvertono un grande vuoto spirituale”. Ma anche per ragioni più curiose, come le abitudini tradizionali o le esperienze di guarigione. “La cultura cinese è pervasa di paure e superstizioni religiose – ha detto -; la gente rivolge un culto agli antenati e agli spiriti custodi della famiglia, ‘demoni’ che assumono ruoli diversi, controllano le persone. In ogni famiglia della mia parrocchia c’è una persona ‘indemoniata’, noi sacerdoti dobbiamo cacciare via i demoni, anche se in questo campo non siamo formati in seminario. Se una persona o famiglia viene liberata, molti vicini o parenti che vedono si convertono alla Chiesa”. Riguardo alla ricerca di esperienze di guarigione, ha precisato, “a questi fedeli dobbiamo sempre dire che la croce di Gesù ha un suo valore preminente e ogni malattia una sua ragione biologica. Così i cattolici cinesi potrebbero passare da una religione naturale al vero cristianesimo”. (segue)