ALFABETIZZAZIONE: MARTINI (OPAM), "L’ISTRUZIONE CHIAVE PER RIDURRE LA POVERTÀ" (2)

Un problema legato all’analfabetismo è la scarsità di insegnanti. "Per raggiungere l’obiettivo della scolarizzazione mondiale – chiarisce don Martini – servirebbero 45 milioni di insegnanti qualificati in più. Molti Paesi poveri per ricevere i finanziamenti dalla Banca mondiale aprono le scuole, ma, come avviene in Uganda, prendono come insegnanti ragazzi solo con la terza media". L’Opam, per questo, ha lanciato la campagna "Adotta un maestro". "Nei Paesi più poveri come il Congo – spiega don Martini – gli insegnanti non sono pagati. I genitori si autotassano per dare loro uno stipendio, ma guadagnando spesso meno di un euro al giorno è difficile mettere i soldi da parte. Se i missionari possono offrire ad insegnanti diplomati 15 euro al mese ed una capanna nei villaggi, è possibile aprire piccole scuole anche nelle zone rurali". I conflitti aggravano ulteriormente la situazione. "L’Africa negli ultimi 30 anni ha subito perdite enormi. In Angola due o tre generazioni di ragazzi sono stati privati della scuola. Un’altra piaga è il fenomeno dei bambini soldato e, poi, in seguito alla guerra milioni di persone sono costrette a fuggire, ma nei campi profughi si nasce e si muore senza potersi istruire". Per don Martini, occorre, quindi, "non fare bei piani sulla carta, ma investire in progetti fattibili a misura d’uomo, operando anche per una presa di coscienza di queste popolazioni che senza istruzione il futuro è nero. È necessario, perciò, un impegno capillare e duraturo nel tempo".