"Le beatitudini non sono un proclama morale né etico, ma l’invito ad una conversione radicale dell’uomo, che abbandona se stesso per iniziare a concepirsi e a concepire gli altri come un frutto dell’iniziativa di Dio. L’aver ridotto le beatitudini ad atteggiamenti morali ha condotto i reggenti del mondo ad esercitare il loro potere dicendo: ‘Consolatevi, il Regno dei Cieli è dei deboli’. Così si pattuisce dentro questa regola mondana il farsi di Dio nel mondo". Lo ha detto, ieri sera, mons. Gianni Danzi, arcivescovo di Loreto, durante la messa celebrata nell’ambito dell’Agorà dei giovani del Mediterraneo, in corso a Loreto. "Com-passione", ha aggiunto mons. Danzi, significa "patire con" ed "è quello che ristabilisce l’armonia del creato nella diversità dei singoli. Tutto ciò non avviene per lo sforzo etico dell’uomo, ma nel riconoscere la presenza di Dio nell’uomo. La sproporzione umana è sempre com-patita da Dio e noi dovremmo fare lo stesso con gli altri: com-patire nel senso di ‘patire assieme’ e non di ‘mal sopportare’". Ieri, i partecipanti hanno anche potuto ascoltare gli interventi di Ivo Lizzola dell’Università di Bergamo e di padre Guillame Trillard (Movimento Point-Coeur) sul tema della compassione. Oggi spostamento a Fermo per un incontro con la Comunità di Capodarco e alcune visite guidate. ” ” ” “