LIBANO: TAVOLA DELLA PACE, "L’ITALIA NON RINUNCI ALLA COMPONENTE CIVILE NELLA MISSIONE"

"L’Italia non rinunci alla componente civile, indispensabile e insostituibile". È la proposta della Tavola della pace, che torna a chiedere oggi la presenza di un Difensore civico e un "Corpo di pace civile europeo". Quello che serve, secondo la Tavola della pace, è innanzitutto personale civile in congruo numero e con appropriata competenza: monitori dei diritti umani, specialisti nel settore dello sviluppo e dell’assistenza umanitaria, personale esperto in comunicazione e dialogo interculturale. L’intera missione Unifil, suggeriscono, "deve tener conto dei bisogni fondamentali delle popolazioni che sono afflitte da violenza e da insicurezza". È importante che ci sia anche un "difensore civico" o "mediatore" (ombudsman) che sorvegli il comportamento dei Caschi blu nei loro rapporti con la popolazione. La sua nomina dovrebbe essere di competenza del Parlamento europeo, cui riferirebbe regolarmente e possibilmente anche ai parlamenti nazionali, sia su richiesta sia d’iniziativa. Due possono essere gli strumenti: il "Meccanismo di reazione rapida" dell’Unione europea, già funzionante dal 2001 e il "Corpo di pace civile europeo". "Tenuto conto che in passato funzionari delle Nazioni Unite hanno tenuto comportamenti che non sono conformi agli ideali e ai principi dell’Onu – ricorda la Tavola della pace – occorre che il personale civile da impiegare sia reclutato attingendo agli ambienti più qualificati e attendibili".