Qual è lo stato di salute della Chiesa cattolica cinese e in quale direzione immaginare il futuro? Come giudicare la politica religiosa del governo cinese? Ci sono passi avanti nel rapporto tra Roma e Pechino? Come accompagnare il cammino dei cattolici cinesi in questa fase tumultuosa che il Paese sta attraversando? Sono le domande che saranno al centro del Colloquio europeo dei cattolici sulla Cina, che si apre oggi pomeriggio a Villa Sacro Cuore di Triuggio (Milano) fino al 10 settembre. Il Colloquio organizzato quest’anno dal Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), presente dal 1858 con i suoi missionari in territorio cinese – vedrà radunati un centinaio tra esperti e studiosi da diverse parti del mondo: Europa, Stati Uniti, Taiwan, Hong Kong e Cina continentale. Un anziano missionario ricorda: “Quando con un gruppo di amici ci si ritrovò a Roma nel gennaio 1970, le domande sul futuro del cristianesimo in Cina rimanevano senza risposta. Dovevano passare ancora parecchi anni per avere le prime, timide, testimonianze sulla sopravvivenza della fede nell’immenso Paese. Fu così che si concretizzò un primo incontro internazionale di riflessione sulla Cina (Lovanio 1974), promosso dal Centro di documentazione cattolica “Pro Mundi Vita” di Lovanio in collaborazione col Centro studi luterano di Ginevra”. Il Colloquio, nelle sue diverse edizioni a cadenza regolare, è diventato un appuntamento col quale le Chiese europee manifestano la loro sensibilità e vicinanza per la “Chiesa sorella” di Cina. L’incontro si svolge a porte chiuse. E’ previsto un briefing con la stampa domani sera alle 20.30.