"Di questa pedagogia abbiamo più che mai bisogno", ha continuato il Papa, soprattutto tanti giovani, che "nelle zone del mondo segnate da conflitti, sono educati a sentimenti di odio e di vendetta, entro contesti ideologici in cui si coltivano i semi di antichi rancori e si preparano gli animi a future violenze. Occorre abbattere tali steccati e favorire l’incontro". Comunque, per non cadere in "interpretazioni sincretistiche, fondate su una concezione relativistica", ed "evitare inopportune confusioni", occorre che "la preghiera si svolga secondo quei cammini distinti che sono propri delle varie religioni": "La convergenza dei diversi ha sottolineato il Papa – non deve dare l’impressione di un cedimento a quel relativismo che nega il senso stesso della verità e la possibilità di attingerla". Il Santo Padre ha poi ricordato San Francesco, "punto di riferimento per quanti anche oggi coltivano l’ideale della pace, del rispetto della natura, del dialogo tra le persone, tra le religioni e le culture". È tuttavia importante ricordare, ha proseguito il Papa, che fu "la scelta radicale di Cristo" a fornire a Francesco "la chiave di comprensione della fraternità a cui tutti gli uomini sono chiamati". Benedetto XVI ha, quindi, ricordato che quest’anno, oltre a cadere il 20° anniversario dell’iniziativa di preghiera per la pace di Giovanni Paolo II, "ricorre anche l’ottavo centenario della conversione di San Francesco".