La Giornata per la salvaguardia del creato intende, come si legge nel sussidio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo, anche rilanciare gli obiettivi della Carta ecumenica, firmata nel 2001 dalle Chiese cristiane, a partire dalla loro "comune preoccupazione" per uno sfruttamento dei beni della terra che avviene "senza tener conto del loro valore intrinseco, senza considerazione per la loro limitatezza e senza riguardo per il bene delle generazioni future". Tutelare l’ambiente, infatti, significa anche tutelare le generazioni future. "La vita buona sottolineano i promotori della celebrazione della Giornata a Vallombrosa – per l’umanità e tutte le sue creature è quella fondata sul rispetto e sull’umiltà in cui l’uomo non è padrone assoluto della terra, che gli è stata data come dono da coltivare e custodire in fedeltà". Il degrado dell’ecosistema, aggiungono, "mette in luce l’incapacità di riconoscere nel mondo quella originaria donazione che precede e fonda ogni azione umana. In tale prospettiva si radicano anche il consumo delle risorse e una produzione dei rifiuti che superano largamente le capacità di rinnovamento della terra, ipotecandone così la vivibilità per le future generazioni". Di qui l’invito a chi è sensibile "alle problematiche relative ai termovalorizzatore, ai gassificatori e agli ogm a partecipare alla celebrazione di Vallombrosa".