Benedetto XVI è il "papa dei dialoghi, dei botta e risposta. Se ne contano numerosi ormai, in questi due anni di pontificato, specialmente con i preti di Roma e di altre diocesi. Questa volta papa Ratzinger ha scelto di lasciarsi interrogare dai giovani". È quanto scrive Ernesto Diaco in un editoriale per il settimanale "Corriere Cesenate" della diocesi di Cesena-Sarsina alla vigilia del grande incontro dei giovani italiani con il Papa a Loreto del 1 e 2 settembre. "Pochi lo fanno spiega Diaco – al giorno d’oggi. Preferiscono vivisezionarli con indagini e sondaggi o blandirli offrendo loro emozioni usa e getta. I giovani, invece, sono interlocutori seri, esigenti, puliti. Cercano molto di più che fare i calciatori e le veline, come li dipingono i mass media". "Anche per questo, forse aggiunge l’editorialista – il progetto della Chiesa italiana porta il nome di ‘Agorà’: una piazza tutt’altro che virtuale in cui parlarsi, condividere, progettare". L’Agorà dei giovani aggiunge Diaco – ha "molto da dire ad un’Italia morbosamente attaccata al giallo di Garlasco, già sintonizzata sul campionato di calcio, reduce da una stagione dominata dai piromani e dagli ubriachi al volante. Mentre riaprono le scuole e vanno nei cassetti i ricordi dell’estate, guardiamo a questi ragazzi ‘zaino, rosario e chitarra’ con rispetto e fiducia. Lasciamo che i loro sogni colpiscano a morte l’ironico scetticismo che fa da maschera ai codardi".