"Il problema delle persone scomparse è troppo spesso marginalizzato o dimenticato in Europa": alla vigilia della Giornata internazionale delle persone scomparse (30 agosto), il Consiglio d’Europa prende posizione mediante il presidente dell’Assemblea parlamentare, René van der Linden. La soluzione di tale fenomeno, che interessa decine di migliaia di persone nel vecchio continente, "è necessaria sia dal punto di vista dei diritti umani che del diritto umanitario, ma è troppo spesso ostacolata dai conflitti politici, invocati come scusa per impedire ogni ricerca". "L’incertezza per la sorte di queste persone", spiega da Strasburgo il politico olandese, "devasta la vita di troppe famiglie". Le cause che sono alla base del problema sono numerose e fra queste vengono segnalati i vari conflitti che "negli ultimi decenni si sono svolti su suolo europeo": negli anni ’70 a Cipro, negli anni ’90 nei Balcani, ma anche nella regione caucasica, nel Karabakh, in Abkazia e in Ossezia. La Giornata speciale "ci deve ricordare afferma van der Linden che le famiglie di queste persone devono essere sostenute nella ricerca della verità sulle sorti dei loro familiari". Costituisce inoltre l’occasione "per incoraggiare le piccole e poco numerose Ong" che, assieme alla Croce rossa e alla Commissione internazionale per le persone scomparse (Cipd), "continuano a sollecitare l’attenzione" su questo versante.” ” ” “