"Costituisce una procedura ricorrente la richiesta di informazioni da parte della Commissione europea agli Stati membri su questioni che siano in toto o in parte di competenza comunitaria. È quanto sta avvenendo da alcuni mesi fra Bruxelles e Roma a proposito del trattamento fiscale riservato dallo Stato italiano a enti non profit e comunità religiose, fra cui la Chiesa cattolica". Lo ribadisce, in una nota per i settimanali Fisc, Gianni Borsa esperto in politiche europee e inviato di SirEuropa. "Una prima richiesta di chiarimenti – precisa Borsa – ha già ricevuto risposta scritta dal Governo Prodi, cui potrebbe giungere una seconda richiesta di informazioni. Il condizionale è d’obbligo perché il portavoce della commissaria all’antitrust Neelie Kroes, Jonathan Todd, non chiarisce se una nuova indagine sarà avviata, mentre è certo che al momento la squadra Barroso non ha iniziato alcuna procedura ufficiale. E’ del resto un dovere d’ufficio della commissaria Kroes verificare che negli Stati membri non si violi la norma del Trattato Ue (art.87) che vieta gli aiuti di Stato alle imprese, tali da configurare un vulnus al principio di libera concorrenza". Le politiche comunitarie peraltro, conclude Borsa, " non negano deroghe a tale principio, riconoscendo il valore di particolari attività sociali, assistenziali, culturali, di cooperazione che non abbiano esclusivo carattere economico".