"Privati della loro stessa natura di uomini, prima ancora che del loro essere parte della Chiesa". Così il teologo siciliano don Cosimo Scordato parla al Sir dell’emergenza incendi e soprattutto di chi, volontariamente, la provoca. L’isola, come soprattutto il Sud dell’Italia, continua a bruciare oramai da settimane e, come la Grecia, sta pagando anche un alto tributo di sangue "alla scellerataggine di chi per noia o per interessi economici mette a ferro e fuoco il mondo". E di fronte a un tale abominio, "parlare di scomunica pare addirittura riduttivo". "Si offende la creazione come se fosse qualcosa di estraneo all’uomo non considerandola, come invece è, parte della stessa vita degli esseri umani dice il sacerdote -, ed è questa estraniazione a generare una morte che prima che fisica, è morale e spirituale. Per questo penso ai peccati contro la salvaguardia del creato come a quelli contro la persona umana". E ancora dalla Sicilia don Piero Sapienza, direttore del Centro regionale per la Salvaguardia del Creato della Conferenza episcopale siciliana (Cesi) propone, "accanto al carcere, anche una forma di riabilitazione dal male compiuto", prevedendo norme per le quali "i piromani siano costretti a lavorare a fianco di quanti lottano contro le fiamme per vivere tutta la gravità del loro gesto, riscattando in qualche modo il delitto commesso".” ” ” “