Difficoltà economiche generalizzate, povertà familiare, malattie come l’Aids, vecchie e radicate tradizioni locali: situazioni indicate tra le cause della persistenza dell’abbandono neonatale in alcuni paesi del vecchio continente. Sul problema sta indagando una commissione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce) che ha inviato in questi giorni in Ucraina, fino al 30 agosto, Michael Hancock. Il deputato "sta preparando un rapporto sull’abbandono dei bambini alla nascita", spiega una nota dell’Apce, "per valutare la portata di questo fenomeno e trovare i mezzi per combatterlo". Il relatore "incontrerà i viceministri ucraini della giustizia e della famiglia, il sindaco di Kiev, il mediatore per l’infanzia e rappresentanti dell’Unicef e di diverse organizzazioni non governative specializzate nei diritti dei bambini". Il deputato rileva "la persistenza di elevati tassi di abbandono in vari Stati dell’Europa centrale e orientale", legati anche ad antiche "consuetudini che incitavano" all’esposizione dei minori, specie in casi di disagio economico e sociale dei genitori o di malattie relative ai bambini. Il rapporto di Hancock "deve individuare le misure possibili per prevenire" il problema e "sarà all’ordine del giorno della prima riunione della commissione CdE per le questioni sociali, della salute e della famiglia", che si svolgerà a Parigi il 20 settembre prossimo.