"Ardente è l’aggettivo giusto per definire" il card. Jean-Marie Lustiger, arcivescovo emerito di Parigi, morto lo scorso 5 agosto: così scrive Jean-Dominique Durand, dell’Università di Lione, in un servizio che apre tre pagine di Sir Europa dedicate, dopo la pausa estiva, al porporato scomparso. Per Durand, "fu un vero vescovo wojtyliano: non aveva paura. Soprattutto non aveva paura delle critiche, degli attacchi più aspri, semplicemente perché non ebbe mai paura di proclamare il Vangelo". Il cardinale, tra l’altro, "non ebbe paura di affrontare una società secolarizzata"; "di dialogare con la cultura contemporanea, con scrittori ed artisti anche lontani dalle fede"; "di assumere una forte presenza nei media"; "di essere un grande promotore del dialogo interreligioso"; "di aprire il servizio della Chiesa ai laici e di promuovere i cosiddetti nuovi movimenti". In breve, "non ebbe paura di scuotere una Chiesa piuttosto impaurita in Francia" e "non fu un uomo di compromessi". Perciò, il card. Lustiger, secondo Durand, "lascia una traccia profonda nella vita della Chiesa. Occorrerà un po’ di tempo per misurare ed integrare la ricchezza del suo insegnamento. Ma lascia un messaggio fondamentale per i cristiani: non abbiate paura perché nulla è impossibile a Dio".” ” ” “