"Offriamo ad ogni madre la possibilità di accogliere con dignità il proprio bambino, anche se disabile, senza farla sentire in colpa di averlo messo al mondo". E’ la posizione di don Oreste Benzi, presidente dell’associazione Papa Giovanni XXIII, sul caso delle due gemelline abortite a Milano. "Come si può definire saggia la legge 194 dichiara in una nota don Benzi, riferendosi ad alcune affermazioni del Ministro della Salute, Livia Turco, riportate dai giornali di oggi se ha introdotto in Italia la possibilità di uccidere per legge il più innocente?". La stessa legge 194, precisa don Benzi, "permette l’aborto oltre le 12 settimane solo in caso di grave pericolo per la salute fisica o psichica della madre, anche in relazione a possibili handicap del bambino". In questo caso, la 194 "chiede ai medici di fare di tutto per salvare il bambino, che quasi sempre nasce vivo e viene gettato fra i rifiuti che ancora respira!". "In nessuna parte" della legge 194, sostiene in altre parole il presidente dell’associazione Papa Giovanni XXIII, "si parla né di aborto terapeutico né di libertà individuale"; anche la Corte Costituzionale, del resto, "più volte ha riconosciuto il diritto alla vita del nascituro, sacrificabile solo in caso di pericolo per la salute della madre".