"Dopo la brutale esecuzione di mafia di Duisburg, si è cominciata a respirare un’aria strana qui da noi in Germania. Sembrava quasi che ogni italiano fosse colpevole di qualcosa. L’informazione e la stampa tedesca (non tutti per la verità), hanno dato il via ad una pesante campagna di sospetto. Sono state pubblicate montagne di carta per attivare il dubbio che dietro la ristorazione italiana in Germania si nascondessero attività mafiose, quali il lavaggio di denaro sporco e il killeraggio". È quanto scrive Mauro Montanari, direttore del mensile delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania, "Il Corriere d’Italia", nell’editoriale del numero di settembre: "si aveva l’impressione che anche il ristoratore all’angolo, dal quale andiamo a mangiare ogni domenica, fosse la staffetta dell’ndrangheta". "Noi scrive ancora Montanari – non sappiamo se la mafia sia diffusa in Germania, né quanto. Sappiamo però che di tutto l’allarmismo diramato nei giorni scorsi non si riesce a trovare una fonte credibile". Secondo il direttore del giornale italiano "serve maggiore impegno" da parte di tutti per combattere la mafia ma " salvaguardiamo, per favore, anche il lavoro onesto" degli italiani in Germania, "che è la stragrande maggioranza, ed ha cambiato in meglio questo Paese". Secondo il "Rapporto Italiani nel Mondo" della Fondazione Migrantes vono oltre mezzo milioni di italiani che hanno conservato la cittadinanza del nostro Paese.