"Non c’è molta voglia di festeggiare quando ogni giorno in media tre persone perdono la vita sul posto di lavoro. Questo fenomeno folle e tragico delle cosiddette morti bianche rappresenta una sconfitta per tutti": così il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero in una dichiarazione in cui rilancia come centrale la questione degli incidenti mortali sul lavoro. Rilevando come "per più di mille e trecento famiglie, tante le vittime in un solo anno, sarà un primo maggio listato a lutto", Olivero chiede che il tema della sicurezza sul lavoro "diventi concretamente una priorità nell’agenda politica del Paese, che significa essenzialmente tre cose: tempi certi per l’approvazione del disegno di legge in materia approvato dal consiglio dei ministri; garanzie, anche economiche, per la reale efficacia delle ispezioni sul lavoro; promozione da parte di imprese, sindacati e associazioni di una cultura della sicurezza tra i lavoratori stessi, superando ignoranza, pigrizia e resistenze diffuse". Da ultimo, il presidente delle Acli parla della "solitudine dei lavoratori soprattutto quelli precari e irregolari, la maggior parte giovani e immigrati, che rappresenta un ostacolo alla diffusione della cultura della sicurezza e della responsabilità, facilitando al contrario il prodursi di situazioni rischiose".