"La situazione odierna – ha detto Bonini, citando la Christifideles laici – conferma un dato saliente: i fedeli, e più precisamente i laici si trovano nella linea più avanzata della vita della Chiesa. Non un luogo geografico, ma un impegno di grande lena". Per Bonini, "ripercorrere con pazienza e con coerenza il nesso persona-società, che è il realismo cristiano e, in modo del tutto particolare, cattolico, con l’ecclesiologia che lo correla, è un modo per lavorare sull’agenda delle tante questioni di oggi e di domani. La constatazione della grande unità e della nuova soggettività di un mondo cattolico che si è sintonizzato molto in fretta sulla lunghezza d’onda di queste sfide è una base di partenza molto importante, così come un atteggiamento di serenità e chiarezza che diventa pacato e persuasivo argomentare". Accanto a questo impegno "di incontro e dialogo culturale c’è anche la dimensione pastorale: è tutta la comunità ecclesiale protagonista, è una Chiesa che resta Chiesa di popolo che si mette in gioco anche sul piano dell’elaborazione e della proposta. La Chiesa in Italia ha concluso Bonini – non può non avere un ruolo esemplare di un dinamismo cattolico. Se c’è una specificità italiana, una responsabilità della Chiesa e dei cattolici italiani è proprio in questa concretezza".