Il dialogo interreligioso è "via alla pace" e “arma bianca, cioè non violenta, contro la sfida del terrorismo”. Lo ha detto questa mattina il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso intervenendo alla seconda giornata del Seminario mondiale dei cappellani cattolici e membri delle cappellanie dell’aviazione civile in corso a Roma e promosso dal Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti. Per il porporato il terrorismo rappresenta una delle "sfide" della nostra società. L’umanità ha aggiunto "assiste sgomenta" a questo fenomeno, divenuto "uno dei più assurdi e angosciati mali del nostro tempo". "Combattere il terrorismo, che usa i mezzi della violenza contro innocenti – ha spiegato il porporato – pone delle questioni etico-religiose profonde, come la necessità di conciliare tale lotta con il rispetto della dignità umana e dei diritti inalienabili della persona". "Non si può negare ha aggiunto che, alla luce della storia recente e successivamente all’11 settembre 2001, i rapporti tra cristiani e musulmani siano soggetti a preoccupazioni e a vari fattori di rischio, a livello generale e anche, nello specifico, a livello di minoranze religiose". (segue)