Un documento mosso “da una preoccupazione non dogmatica, ma pastorale”, e che nasce “dalle tantissime richieste dei vescovi di dare una risposta a tantissime donne che, ad esempio, sono state costrette ad abortire”, o ai genitori alle presi con “morti precoci” dei loro piccoli. Così mons. Ignazio Sanna, vescovo di Oristano e membro della Commissione teologica internazionale, definisce il testo in attesa di pubblicazione – della citata Commissione che abolisce il limbo per i bambini morti senza battesimo. “Non sappiamo con certezza – spiega al Sir – e non sapremo mai il modo in cui Dio salva le persone. Sappiamo che ci sono i sacramenti, che c’è la necessità di essere liberati dal peccato originale tramite il battesimo, che può essere di desiderio, di sangue o di acqua”. “Ma ci sono casi – aggiunge il vescovo – in cui i bambini non vengono battezzati in nessuno di questi tre modi”. Le Scritture, inoltre, dicono che “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi. Oltre ai modi che conosciamo, esistono dunque altre vie che Dio conosce e noi no, con cui Dio può salvare e andare incontro a questi bambini che non hanno nessuna colpa personale”. Il limbo, puntualizza inoltre l’esperto, “è un’ipotesi teologica, non è stato mai un dogma”: lo stesso Catechismo della Chiesa cattolica “per questi bambini parla di speranza e si conclude con l’immagine di Dio misericordioso”.