Con il suo martirio, padre Francesco Spoto, dei Missionari Servi dei poveri, "ha dato gloria a Dio, onore alla Sicilia, fecondità alla missione della sua Congregazione che è cresciuta in Africa e altrove": lo ha detto il card. Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo e delegato del Papa, sabato nell’omelia per la beatificazione del martire, che ha avuto luogo nella cattedrale del capoluogo isolano. Alla cerimonia, oltre ai superiori dei Missionari e Missionarie Serve e Serve dei Poveri, p. Giuseppe Civiletto, e sr. Lilia Dominguez, era presente anche mons. Marcel Utembi Tapa, vescovo di Mahagi-Nioka, la diocesi congolese dove p. Spoto venne martirizzato dalla tribu dei Simba, definiti da De Giorgi "acerrimi nemici di Cristo e dei cristiani". La figura del nuovo beato è stata descritta di "esemplare fedeltà alla vocazione cristiana, sacerdotale e religiosa, con la profonda pietà, la vasta cultura, con le notevoli capacità di governo da tutti apprezzate". Il beato subì violente percosse dai Simba l’11 dicembre del 1964 e morì il 27 dicembre dopo "una dolorosissima ed estenuante agonia perdonando i suoi uccisori", ha aggiunto De Giorgi. Alla celebrazione era presente anche il vescovo eletto di Cassano Jonio, mons. Vincenzo Bertolone, confratello del martire, che è stato postulatore della causa e che sarà ordinato vescovo in San Pietro a Roma il 3 maggio.