"Occorre dare più efficacia all’azione dell’Ue per risolvere i problemi in materia di violazione dei diritti umani nei paesi terzi". Simon Coveney, deputato irlandese, è l’autore della relazione che l’Europarlamento esaminerà nel corso della plenaria della prossima settimana riguardante la situazione dei diritti umani nel mondo nel 2006, "che si prefigge l’obiettivo di esaminare e, se del caso, criticare le attività Ue in materia", "formulando poi dei suggerimenti". Nel testo si ribadisce "l’impegno a favore di una moratoria sulla pena di morte" e si chiede "una politica dell’immigrazione rispettosa dei diritti umani". Ampia la parte riguardante la denuncia delle violazioni riscontrate in vari paesi, a partire da Cina, Russia e Turchia. In questo caso la relazione segnala la "scarsità dei progressi" compiuti da Ankara "per quanto attiene l’esercizio della libertà di religione e il pieno godimento dei diritti di proprietà da parte di tutte le comunità religiose, la protezione delle minoranze, la libertà di espressione e i diritti umani relativi alla popolazione di origine curda". Il documento segnala il mancato rispetto delle libertà fondamentali anche in Bielorussia e, al di là dei confini Ue, in vari Stati fra cui Birmania, Corea del Nord, Darfur, Etiopia, Costa d’Avorio, Iran, Uzbekistan.