I giovani hanno "una autentico interesse per il cristianesimo, che va al di là della moda" ed è "segno di un’adesione alla fede", ma che vuol essere "consapevole di ciò in cui si crede". Lo ha affermato ieri il filosofo Giovanni Ferretti, docente all’Università di Macerata, intervenendo alla serata promossa dai giovani universitari di Roma su "Vangelo e giovani. Dal mito alla realtà", in occasione dell’80° genetliaco di papa Benedetto XV. A fronte di un relativismo che sembra dominante, la via d’uscita, secondo il filosofo, non può essere "l’assolutismo di una verità che s’impone agli altri", ma "la libera accettazione di una verità che viene proposta, e non imposta". Certo, essa "resta una e assoluta, però può essere proposta secondo differenti formulazioni". "Si pensi ha ricordato a come la vicenda di Cristo sia stata raccontata secondo quattro versioni, per essere capiti dalle diverse culture". "Il cristianesimo ha aggiunto non ha mai accettato di essere ridotto a mito, né a semplice idea razionale, proprio perché si è mantenuto legato a una fatto storico". E per questo motivo "la fede aiuta la ragione a non chiudersi nella sola razionalità scientifica, ma ad aprirsi ad altri campi".