CINESI A MILANO: I GIOVANI SI PROPONGONO COME "MEDIATORI"

Si propongono come "mediatori" per avvicinare i loro genitori alla società milanese: sono i giovani cinesi delle seconde generazioni dell’associazione AssoCina, che si incontrano sul web (www.associna.com) da diverse parti di Italia. Molti giovani provenienti da altre città sono andati nei giorni scorsi ad incontrare i coetanei che abitano in via Paolo Sarpi, luogo degli scontri di giovedì scorso. "Non capiamo perché c’è stato tutto questo accanimento contro di noi, gli altri milanesi non vengono multati per divieto di sosta quando effettuano una fermata con il conducente in macchina – dicono i giovani di via Paolo Sarpi -. Ci sentiamo milanesi, ma non siamo stati trattati come tali". I ragazzi ammettono che la comunità cinese di prima generazione è caratterizzata da una "chiusura", soprattutto per problemi di lingua, che ha impedito di "partecipare attivamente per promuovere un dialogo con i residenti della zona e le istituzioni milanesi". Si propongono allora, essendo cittadini italiani di lingua cinese, come "mediatori" per dimostrare che "la comunità cinese non è solo quella che viene messa in risalto tristemente nei fatti di cronaca". "La comunità – sottolineano – è anche ben integrata e desiderosa di comunicare e di aprirsi". Da qui un appello al sindaco e al Comune di Milano perché "ci prestino ascolto nelle decisioni sul futuro della zona".