Sono più propensi dei coetanei del passato a “tenersi aperte molte strade”, anche se ciò implica districarsi tra più gruppi di appartenenza, tra loro anche in conflitto. Sono “giovani a banda larga” quelli descritti dall’ultimo Rapporto Iard presentato oggi all’Hotel Punta Nord di Rimini dove ha avuto inizio il 2° Seminario Nazionale del Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) sulle politiche giovanili. Una metafora con la quale il ricercatore dell’Istituto, Riccardo Grassi, sottolinea la peculiarità principale dei giovani italiani presi in esame: “ragazzi connessi tutto il giorno con un universo di mondi possibili, tra loro anche incoerenti”. Una tendenza ben diversa dalle solide identificazioni e ideologie delle generazioni precedenti che “più che un sintomo di irrazionalità, viene ad essere – spiega Grassi – una forma di adattamento ad un sistema sociale sempre più complesso”. “Quello giovanile – afferma il presidente Lucio Babolin – è un mondo caratterizzato da processi in continuo mutamento. Per questo è sbagliato sia dare un’immagine unidirezionale di quella che, invero, è una realtà profondamente articolata, sia guardare ad essa con gli strumenti interpretativi statici tradizionali. Noi adulti, comprese le stesse agenzie educative – conclude Babolin – abbiamo perso la chiave di lettura del modo con cui i giovani, oggi, tendono ad essere protagonisti”. (segue)