“Da secoli le istituzioni sanitarie religiose rappresentano spazi e luoghi privilegiati nei quali la Chiesa promuove e cura la vita, la salute dell’uomo, la sua dignità come persona. Oggi nel mondo disponiamo di una notevole ricchezza di opere sanitarie e socio-sanitarie gestite da enti e Congregazioni religiose, la cui quasi totalità hanno scelto di operare come enti no profit, per rispondere appieno al mandato di Cristo ‘andate e curate'”: lo ha detto don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della salute, intervenendo a un incontro dell’Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari). L’Aris riunisce 260 istituzioni "no profit", suddivise in Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (8), Ospedali Classificati (27), Case di cura (62); Centri di riabilitazione (142), e Residenze Sanitarie Assistenziali (16), per un totale di 35000 posti letto con circa 42.000 tra medici, paramedici ed altri operatori sanitari in servizio. Facendo riferimento ai recenti problemi di tipo economico, don Manto ha esortato i responsabili degli enti aderenti all’Aris a "rimanere uniti, altrimenti saremo schiacciati e superati dalla storia".