IMMIGRAZIONE: CARITAS DI ROMA, "IMMIGRATI CREANO ANCHE POSTI DI LAVORO". CRITICITÀ NELL’ACCESSO A SANITÀ E CASA

Roma, compresa la sua provincia, deve essere una "città aperta" agli immigrati e ai loro figli: è la conclusione a cui giunge il Terzo Rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni, presentato oggi a Roma curato dalla Caritas diocesana di Roma, in collaborazione con la Camera di Commercio, il Comune e la Provincia di Roma. Il volume, di oltre 400 pagine, ricorda che "sarebbe sbagliato ‘pauperizzare’ gli immigrati, anche se una quota di essi può avere bisogno di assistenza", perché molti di loro, tramite le attività imprenditoriali, sono "creatori di posti di lavoro". Sono 13.102 i titolari di impresa stranieri, soprattutto nel commercio e nelle costruzioni, ma anche nei servizi come le imprese di pulizia e nel comparto manifatturiero (tessile). Importante è anche l’aumento dei titolari di "phone center", cresciuti del 40% in un anno. Nel settore edile i due terzi dei titolari sono romeni e albanesi, mentre asiatici e africani si affermano soprattutto nel commercio. Nel mercato del lavoro gli immigrati costituiscono il 9,4% dell’occupazione complessiva, il più importante bacino d’impiego per i lavoratori dipendenti sono i servizi alle imprese (17,9% del totale), gli alberghi e ristoranti (12,8%), la collaborazione familiare (9,8%) e il commercio. La retribuzione media è stata pari a 7.715 euro annui, poco più di 640 euro al mese. (segue)