BENEDETTO XVI: "IL FINE ULTIMO DELL’UOMO È DIVENIRE SIMILE A DIO" (2)

In questo modo, ha commentato il Papa, l’Alessandrino "costruisce la seconda grande occasione di dialogo tra l’annuncio cristiano e la filosofia greca, dopo il parziale fallimento di Paolo all’Areopago", di cui si parla negli Atti degli Apostoli. "Per rilanciare il dialogo", in altre parole, Clemente "nobilita in massimo grado la tradizione filosofica greca", e come ha scritto Giovanni Paolo II nella "Fides et ratio"arriva a interpretare la filosofia come “un’istruzione propedeutica alla fede cristiana”. Così Clemente, per il Papa, "continua a segnare con decisione il cammino" di chi intende “dare ragione” della propria fede in Gesù Cristo. "Egli può servire d’esempio ai cristiani, ai catechisti e ai teologi del nostro tempo", ha affermato il Pontefice, ai quali Giovanni Paolo II, nella stessa enciclica, raccomandava di “recuperare ed evidenziare al meglio la dimensione metafisica della verità, per entrare in un dialogo critico ed esigente tanto con il pensiero filosofico contemporaneo quanto con tutta la tradizione filosofica”.