"Quando la legge dell’oggettività è regola del nostro pensare ha evidenziato il card. Caffarra – allora noi non ci stanchiamo mai, in senso spirituale, della realtà; non ci abituiamo mai al Mistero cristiano". La seconda legge è quella "del cristocentrismo", la "chiave di volta" di tutto l’edificio cristiano, e la terza quella "dell’et-et", che è "la legge che tiene unito tutto l’edificio cristiano e gli dà compattezza" e secondo la quale "il mistero cristiano è costituito nella sua interezza dalla com-posizione dei contrari". Infatti, "nella visione cattolica Dio è uno e trino, Gesù è vero Dio e vero uomo, la Chiesa è corpo mistico di Cristo e istituzione umana, la persona umana è corpo e spirito". Per il porporato, "pensare cristianamente non è facile: non lo è mai stato", ma oggi, in particolare, "il pensare cristianamente è insidiato continuamente da un soggettivismo che imprigiona l’uomo dentro al reticolato di opinioni senza senso obiettivo, da una crisi di senso che ritiene inutile la ricerca di un significato unitario dell’esistenza, da una disintegrazione, ritenuta definitiva, del sapere, incapace di cogliere l’unità dei distinti". Eppure, ha concluso il card. Caffarra, "pensare cristianamente è necessario per ogni credente, se non vuole che il credere sia separato dalla vita. La vita è atto della libertà e la libertà si radica nel pensiero".