"Fare il possibile per salvaguardare l’occupazione" e organizzare "percorsi formativi per riportare le persone sul mercato del lavoro". Sono le indicazioni del vescovo di Carpi, mons. Elio Tinti, preoccupato per la crisi di due aziende locali, Sicem e Gambro. Alla Sicem, che rischia la chiusura, "settantasette persone rischiano di rimanere senza lavoro" osserva il presule, mentre alla Gambro si attendono gli ispettori della Food and Drug Administration, che ha disposto il blocco dell’importazione delle apparecchiature della multinazionale biomedicale. Spetterà a loro decidere se rimetterle sul mercato. Anche qui, rileva mons. Tinti, "è in ballo il destino di decine e decine di dipendenti"; due situazioni che, avverte, "non sono fulmini a ciel sereno, le avvisaglie c’erano e non era neppure difficile riconoscerle". Di qui il richiamo al "rispetto e alla responsabilità sociale d’impresa" che "non sono parole astratte, ma vanno applicate nella realtà per diventare parte integrante della nostra quotidianità" e l’invito a "realizzare percorsi formativi" per chi andasse in mobilità. "Affrontando le trasformazioni con coscienza e capacità, senza tralasciare ricerca, sviluppo, le necessarie infrastrutture, la giusta attenzione del mondo del credito, l’economia si può si deve rilanciare" conclude.