"Molto positiva" così padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, giudica la disponibilità offerta dagli studiosi dello Yad Vashem ad "esaminare ogni nuovo documento che dovesse venire alla luce su Pio XII". Come è noto il nunzio in Israele, mons. Antonio Franco, aveva deciso di rinunciare alla cerimonia allo Yad Vashem per via di una foto dello stesso Pontefice la cui posizione sull’uccisione degli ebrei durante l’Olocausto veniva in didascalia definita ambigua. "Nel mondo di Israele, e Yad Vashem è una spia di questo dichiara al SIR il custode – c’è stato un lungo cammino di conoscenza e di comprensione migliore del mondo della Chiesa". Per padre Pizzaballa, "il nuovo museo di Yad Vashem ha un approccio molto più positivo rispetto alla Chiesa che non il precedente. Tuttavia aggiunge – questo non significa che non ci sia ancora molta strada da percorrere. Ci sono stati passi concreti. Ora che questa piccola crisi è rientrata (il nunzio è poi andato ieri sera allo Yad Vashem, ndr) forse Israele ha preso maggiore coscienza che questo aspetto è sensibile non solo per i cristiani ma anche per gli israeliani. È tempo allora di mettere da parte la politica e discutere in maniera seria con documenti alla mano. In questo senso è stata una crisi necessaria".