” “"L’interpretazione della Bibbia può effettivamente diventare uno strumento dell’Anticristo". Non è solo il "Racconto dell’Anticristo" di Vladimir Solovev che lo dice, ma "implicitamente il racconto stesso delle tentazioni", oltre al fatto che "i peggiori libri distruttori della figura di Gesù, smantellatori della fede, sono stati intessuti con presunti risultati dell’esegesi". Nel suo nuovo libro, il Papa cita la seconda tentazione di Gesù e la "trappola" del diavolo, che "si rivela conoscitore della Scrittura". "La disputa teologica tra Gesù e il diavolo ricorda Benedetto XVI è una dispunta che riguarda ogni epoca e ha come oggetto la corretta interpretazione biblica, la cui domanda ermeneutica fondamentale è la domanda circa l’immagine di Dio". "Dopo il pane deve essere offerto qualcosa di sensazionale", è dunque il contenuto della seconda tentazione, ma "la presunzione che vuole fare di Dio un oggetto e imporgli le nostre condizioni sperimentali da laboratorio", ammonisce il Papa, "non può trovare Dio", perché si fonda sulla pretesa di metterci "al di sopra di Lui" e di riconoscere "come reale solo ciò che è sperimentabile, che ci è stato posto nelle mani. Chi la pensa in questo modo fa di se stesso Dio e degrada così facendo non solo Dio, ma il mondo e se stesso".” “