Sull’enciclica, precisa Duce, “va detto che non esisteva nessun testo di Pio XI sulle questioni dell’antisemitismo e del razzismo ma esisteva un’intenzione di farla e per questo aveva dato disposizioni in tale direzione. È quindi falso sostenere che abbia buttato a mare un testo già pronto”. Circa il silenzio di Pio XII davanti al dramma ebraico, “è necessario ricordare che lo stesso Papa affermò, in diverse occasioni, di averne parlato poco per non creare conseguenze peggiori per i perseguitati. È la sua risposta alle accuse di silenzio”. C’è poi un altro elemento che, per lo storico, merita una sottolineatura: “La Chiesa di cui si parla in quegli anni di nazismo è una Chiesa perseguitata a sua volta colpita. Pensiamo a quanti sacerdoti sono finiti nei campi di sterminio, quanti cattolici vennero eliminati. Quella assunta dalla Chiesa è tutt’altro che una posizione ambigua. Il tema di fondo è che la Chiesa ha aiutato gli ebrei”.