"I cristiani devono aiutarsi tra di loro e aiutare gli altri uomini a leggere la complessità del nostro tempo, sapendo offrire risposte per le questioni più delicate e rilevanti": lo ha detto oggi a Roma, intervenendo all’assemblea dell’Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia) con una relazione sul tema "Le diverse vocazioni ecclesiali e l’urgenza di ripensarsi insieme", Daniela Mazzucconi, già parlamentare e oggi docente alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano. "Oggi capita spesso di rilevare che la pratica cristiana non si manifesta più come esperienza e testimonianza cristiana vissuta, così che la fede appare come generica o individualistica. Il rischio è quindi di avere un cattolicesimo che, nei Paesi occidentali, sia tutto rivolto al proprio interno, anche perché il mondo vuole dalla Chiesa opere sociali, cioè un cristianesimo pragmatico e altruista, e rifiuta gli aspetti di fede e le forme di radicalità". Secondo Mazzucconi, quindi, "tanto per il mondo dei religiosi e religiose, quanto per quello dei fedeli laici, occorre avere il coraggio di esporre le precise fisionomie di ciascuna realtà, valorizzando i religiosi per la loro testimonianza di radicalità e i fedeli laici per la loro missione nel mondo là dove vivono".