"Essere testimoni della morte e risurrezione di Cristo". Si è conclusa con questo invito la catechesi dell’udienza generale di oggi, in cui Benedetto XVI ha rinnovato per due volte all’inizio e alla fine della catechesi "Buona Pasqua a tutti". "Grazie per la vostra presenza così numerosa", ha detto infatti il Papa a braccio rispondendo all’applauso di saluto dei circa 35mila fedeli presenti. Soffermandosi sulle apparizioni di Gesù dopo la Resurrezione a Maria Maddalena, a Tommaso, agli apostoli e ai discepoli di Emmaus l Santo Padre ha ricordato che lo "sguardo" del cristiano è "proiettato verso il futuro". "Compito del discepolo", secondo il Papa, "è di testimoniare la morte e la risurrezione del suo Maestro. Per questo Gesù invita l’incredulo suo amico a ‘toccarlo’". Anche noi, come Tommaso, "non possiamo conservare per noi la grande notizia. Dobbiamo recarla al mondo intero: ‘Abbiamo visto il Signore!". Proprio come i discepoli di Emmaus, che "riconobbero" Gesù "quando egli scomparve". Commentando questo episodio evangelico, sant’Agostino osserva: "Avere Cristo nel proprio cuore è molto di più che averlo nella propria dimora: infatti il nostro cuore è più intimo a noi che la nostra casa" (segue). ” ” ” ” ” “