Un "segnale positivo", che fa "ben sperare" anche per il ddl annunciato dal governo in materia di libertà religiosa. Così Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa, definisce le intese firmate ieri dal governo con otto confessioni religiose (valdesi, avventisti, apostolici, mormoni, Testimoni di Geova, greco ortodossi, buddisti e induisti). Di per sè, spiega al Sir il giurista, le Intese siglate ieri "rappresentano l’attenzione alle disposizioni costituzionali relative a quelle confessioni religiose che non avevano ancora un’intesa con lo Stato italiano". L’importante, però puntualizza Dalla Torre è che "nel momento in cui il governo varerà il ddl ci sia un corretto e adeguato controllo della conformità dell’ordinamento interno di queste confessioni con l’ordinamento italiano", come stabilito all’art. 8, secondo comma, della nostra Costituzione. Quanto al ddl sulla libertà religiosa che regolerà anche i rapporti dello Stato con la realtà musulmana presente in Italia – , Dalla Torre sottolinea che "la firma delle Intese contribuisce a depotenziare il pericolo, che si profilava, di fare del ddl una specie di sostituto, o di evoluzione del sistema previsto dalla Costituzione", fino ad arrivare addirittura a "stravolgere il disegno concordatario".